Protendo ogni mio senso prigioniero
Sui confini di mondi in collisione
tra le orbite danza la tua pelle
negli afrori di un approdo sperato
protendo ogni mio senso prigioniero;
e turgido il mio fiato ti rincorre
nel mentre con le mani ti disegni
inseguo il luccicore fra le dita
nei sussulti di un viaggio a me negato.
Respiro la tua voglia tra le pieghe
nell'impotenza di un gemere muto
sei tu padrona di ogni mio pensarti
e attendo il tuo montare sulla sella
e sfiorano i capelli ogni mio nervo
sbocciando a me distante il fiore acceso
il frutto tuo maturo è sul mio ramo
che orfano disseta alla rugiada.
La spinta che mi inarca è nel tuo delta
mi avvolgi in irrorate contrazioni
ondeggi nei riflussi del tuo mare
mentre il tuo seno bacia la mia bocca.
Il ritmo primordiale mi percuote
nel lavico plasmarmi d'energia
è l'attimo sospeso d'infinito
del roco tracimare fiume in piena.
©
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