La mia favola
Caterina Zappia
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Sono come te perduta fra l'istinto
di conoscere l'insolito finale
spiando fra pizzi e lacci sciolti
ed ora fra i profumi di Natale.
Incensi come nuvole di passione
fra il caldo e il soffice respiro
appoggio il mio capo delirando
nell'attimo che ancora adiro.
Si, non cerco come te l'assolo
ma forse dannati canti e frastuoni
che la vita ansiosa accende
cercando di trovare un padrone .
Forse la tristezza mia cara amica
è come il vento che magico invita
porta lontano il mio scevro sorriso
senza lasciarlo fra le mute righe
ora che l'inchiostro abbraccia e tinge.
Corre la favola, sfinendo tra le braccia
stringe il bagliore della tenera luna
dove seduta ascolta lo scabro pianto
questa è la favola che lenta annusa
scandendo minuti, distraendo le ore
solo adesso gioca a far l'aliena
sul prato disinibita e nuda
questa è favola senza veleno.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
L'autore
Caterina Zappia
Caterina è nata a Parigi, fra il profumo di cioccolato amaro e la musica di Édith Piaf .Scrive poesie fin dalla sua tenera età. Scrive versi perchè sono loro a farla sentire viva ed amata, sono frammenti di se, di giorni passati, frammenti di sogni e di ricordi che si annidano nella sua anima. La tristezza, la solitu
Commenti (2)
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Antonella Modaffari Bartoli24 novembre 2010
Anche la tristezza a volte è meglio del vuoto. E' vero che a volte è meglio stordirsi fra i "frastuoni" che rimanere inerti in attesa che il tutto si compia.
Splendido Leotta Michele24 novembre 2010
è gioia leggere questa meraviglosa poesia... perché nel triste sentire emana la gioia di vivere la vita... con egemonia di ogni evenienza che si prospetta... fantastica con delicatezza espressiva meravigliosamente espressa... complimenti


