Nei sovrani boschi neri
Mi chiamo Elisabetta Randazzo e vivo in Sicilia, a Bagheria. Da piccola amavo stare in compagnia di mio nonno, Antonio Landolina, amavo stare con lui perché tra le altre cose era anche un Cantastorie e m’incantavo ad ascoltarlo. Non credevo di poter scrivere, in quel tempo… ma con il passare degli anni sentivo cresce
Commenti (6)
Momenti bui e pieni di dolore che lasciano solo gelo intorno, tutto il resto è solo ombra... Molto apprezzata
Una poesia attraversata da una sofferenza lancinante che stringe il cuore. Mette in allarme il nostro e ci fa riflettere sulla drammaticità della condizione umana.
E quel volo che lascia solo silenzio e gelo sulla terra per la mancanza di un'anima...è lacerante leggerla qui su questi versi... E tra gli alti e bassi, dolori lacrime e gioie... quell'anima c'era ora... nell'immortalità del dolore che rimane sulla pelle invece, quando loro vanno via, è solo nostra... Intrisa di grande tristezza dell'anima, è una poesia stupenda Elisabetta!
L'attesa del saluto, le ore che gocciano dolorose e lente, e tu ascolti quelle ore, le conti, e nulla puoi contro la morte che avanza. E' una poesia dove il dolore si fa verso, si tocca la sofferenza e l'angoscia. E' bellissima e merita un rispetto immenso, come questo dolore che hai appena vissuto.
Lo svanire di una persona amata è sentire che non differisce in ragione della razza, della religione o della ricchezza materiale. Da sempre sostengo che una buona poesia è paragonabile a un vestito in tessuto elastico. Ben indossa al mingherlino come al robusto lettore, semplicemente veste calzando il pensiero di chi lo indossa. Poco importa se tale pensiero non rispecchia appieno l'intenzione del sarto... indossa e lo sentiamo nostro. Questa poe della Randazzo è esemplificative del mio pensiero. Squisita nella sua triste amarezza unita alla lucida consapevolezza del destino condiviso
lapidaria bellezza d'una lirica intrisa di dolore... bei versi... bello stile e contenuto amaramente condivisibile.




