Decasillabi imperfetti a fondo perso
E capita che il pensiero di te
si fa carne contro ogni buon senso
nei giorni che hai scelto d'insegnarmi
dentro assenze che la vita ci impone;
e sfioro il tuo nome a mani aperte
sapendo che un giglio non ha spine
mi pungo al profumo di un ricordo
anelito di un vivere caldo.
Cerco di trovarmi fra parole
che non dici tra un discorso e l'altro
forse per fuggire al mio guardarmi
nello specchio messo fuori casa.
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Commenti (1)
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Michele Tropiano27 novembre 2010
guarda che il primo verso non è decasillabo, ma un endecasillabo tronco. dicasi "decasillabo" un verso in cui l'ultimo accento ritmico cade sulla nona sillaba. nel tuo "e- ca- pi- ta- che^il- pen- sie- ro- di- te" l'accento cade sull'ultima e decima sillaba ovvero su "tè"!
