Retaggi
Sono un ex insegnante di scuola media (di francese) , e vivo nella cittadina in cui sono nato (a quindici chilometri a nord-est di Napoli) . Da giovane scrissi un centinaio di poesie (quasi tutte adesso da buttare) in versi liberi (e qualcuna anche quasi ermetica) , ma poi, dopo un letargo poetico durato più di trent'
Commenti (2)
Stupenda. Dapprima l'autore, e più precisamente nelle prime tre quartine, ci espone con amara consapevolezza quelle cose "rare" e belle che colpiscono la nostra vita (un parente, la ragazza, qualche libro, un ameno paesaggio). Poi l'inesorabile e tiranno tempo che si frappone fra noi e questa voglia di voler godere in eterno di tali bellezze. Ritorna e si rafforza quell'amarezza, si tramuta in disillusione, in mestizia. Ma il poeta è lettore della natura e della vita. Il poeta riesce a leggere le connessioni tra gli infiniti elementi della realtà. Ne fa tesoro e le ingloba nel suo bagaglio di esperienza per metterla poi a disposizione del lettore. Di alto livello.
posso anche esser daccordo... ma s'ogni tanto si provasse a cambiar strumento e non sol spartito ... la solita novella narrata diverrebbe... più piacevole all'udito... forse ché a leggerla nel mentre... chi recepisce l'aveva tanto sperato... e in più moderna versione della solita solfa... ci s'è poi ritrovato... cià*
