Flemma di passaggio
Ruderi di lusso
sotto nuvole in protesta,
i tornanti che inchiodo
nascono, muore ciò che passo.
Le domeniche incolore
infilzate come lama,
trafitta questa pantomima,
ancora assorta detta vita.
Fasci di nulla: raccolto
del mio sguardo precario,
ho chiesto porte da risolvere
e tu, abitudine, accasci le mura.
Sono giunto, forse tornato,
ma strade a delinquere
sull'onesta sorpresa mia,
avranno ancora da dire?
Sull'uscio del mondo
in un paese eremita,
fragole marce contraddette
da un pomeriggio sterile.
©
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L'autore
luigi88
Sono voce e volto (purtroppo) di una follia in ascesa continua...il resto chi vorrà, potrà leggerlo, ma senza troppa cura.....
Commenti (2)
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In Venere veritas27 dicembre 2010
ma fa tutto così schifo? la tua poesia no di certo, un'impressione di appiccicume, desolazione e leggero disgusto...
valentinatortora30 dicembre 2010
Complimenti, Poeta! Con la tua penna felice, tu ci inviti a riflettere, a meditare sul senso della vita. La vita è delusione, è disinganni, è sofferenza. Ma essa è anche bellezza. Questo è il mio invito: che, tra le nuvole, tu scorga la sua Bellezza.


