Visione e scheggia
Così vicino e illuminato
da essere quasi te...
Grondano strazianti
i lamenti visivi allusivi.
Perché lo scrivo? Vanità.
Il taglio sarebbe incoerente.
Dimensioni di un incubo:
in collasso per la paura,
difettano di piacere.
Stop. Top. Op. p. Consumo...
Quelle meccaniche fanciulle,
tulle nero le imbratta,
è possibile tornare curvi?
Alla sbarra, vapori dalle ossa.
A ritroso procedo,
non c'è verso.
Si lima la linea del tempo
in funamboliche boutades.
Sono restio come il futuro:
mostro le mani al tramonto,
strappate manifesti, è notte
ed ebbra si confonde la firma.
Sempre che esista
e non sia una montatura,
è un film senza montaggio...
©
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L'autore
luigi88
Sono voce e volto (purtroppo) di una follia in ascesa continua...il resto chi vorrà, potrà leggerlo, ma senza troppa cura.....
Commenti (0)
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