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Introspezione 16 agosto 2006 · lettura 3 min · 1776 letture

Canto e Controcanto

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Non resistere Lasciati andare al confuso brusio dell'incanto Non temere non esiste dolore nell'eterno divenire del tempo Non fuggire dall'arcano mistero che governa l'alternarsi dei giorni il rincorrersi ambiguo di tempesta e bonaccia la promessa inespressa di speranza e sgomento l'incredibile somiglianza tra il tremore convulso del pianto e l'accendersi incalzante del riso (Ho paura, non posso le stagioni,mi ignorano sempre freddo, nel cuore e burrasca è il mio nome le risate , false speranze, avvelenano il fiato spudorate invadenti e le lacrime sono finite...) Accarezza i tremori del cuore sciogli i nodi che avviluppano i sogni strappa i veli che nascondono il viso fa asciugare le lacrime al vento nella musica dell'allegria lega insieme fantasia e turbamento e cammina sul bordo del cielo. (debole per spezzare catene i miei occhi han bisogno di buio non ho nastri nella mia mano immaginazione azzittita affogata nel pianto la mia musica è cupo tamburo ed il cielo è lontano...) Puoi varcare i cancelli del fato spalancati dal furore e dal vento puoi ascoltare quella voce sottile che ti indica luminoso cammino Nel tuo sangue che non trova riposo urla il limpido rombo del tuono.. Ali sbattono dietro quel vetro innocenti colombe smarrite che confondono l'aria col respiro del mondo (Non mi fido conosco il rimpianto percepisco la beffa occultata oltre i suoi affascinanti ricami non c'è volo...solo nero silenzio e il mio sangue è viscido stagno. Ma quelle colombe assomigliano un poco al mio cuore...) E' quel filo di angoscia che ha ferito i tuoi anni rivestendo di polvere i sospiri e gli affanni ha scordato i boccioli di selvaggi cespugli rifioriti nell'ombra tra smarriti colori.. (Chiudo gli occhi, non devo guardare i colori smarriscono in fretta nel pulviscolo di un continuo tramonto. Ma quei petali indomiti e fulgidi mi ricordano struggenti passioni...) Se nei sogni hai creato il tuo regno nella notte alimentato follia ora è tempo di veglia è tempo di sole di ridenti parole e leggera armonia di voli infiniti di silenzi e stupore universi di attimi accecanti di vita Ora è tempo di trepide aurore (Illusione possibile, al di là dello specchio far girare del destino la ruota ridestarsi dagli incubi dagli orrori infiniti riposare, svegliarsi forse il tempo non è ancora deciso Oltre il vuoto assoluto ogni atomo vibra accecante di dolci respiri desiderio di intrepide aurore...) E' la vita,la vedi... Puoi sfiorarla con l'anima. (E' la vita,la voglio. Afferrarla con rabbia.)
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Ho provato a immaginare un dialogo tra il bene e il male che ognuno ha dentro di sè...Solo un esperimento,un po' faticoso...(ci voleva la rabbia giusta.Ho ascoltato "Bohemian Rapsody", ma quella dei Ramstein!)

L'autore
Leaf

Marina: un nome un destino... Nata tra le nebbie milanesi, sono approdata, seguendo il vento del caso, in una piccola città di mare, all'estremo ponente ligure. Da sempre innamorata delle parole, qualsiasi forma assumano, ne ho fatto ragione di vita e professione. Laureata in architettura, lavoro da sempre nel campo

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Commenti (5)

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S
Stefan16 agosto 2006

sempre grandi ispirazioni... bella l'idea delle 2 voci... mi piace come scrivi, grande

M
Marilena16 agosto 2006

un esperimento ben riuscito..caspita marina quanta rabbia..grinta... che poetessa... che versi... Mari

p
poetanarratore16 agosto 2006

Marina... solo ammirazione per una grande e vera poetessa...

F
Francesca Coppola16 agosto 2006

quanta originalità ed immaginazione... brava poetessa ne hai di cose da dire! un

K
Kate16 agosto 2006

bella ma malinconica poesia. ora dimmi dove trovi tutto questo fiume di parole che in modo così artistico inserisci nelle tue creazioni? ogni volta che leggo le tue poesie mi chiedo che dentro di te non c'è un vocabolario ma più di uno, usi una terminologia ben calibrata, scelte di parole ben studiate, brava