L'universo in un secondo
In epidemiche volte
stagliai il mio pensiero,
di invisibili trionfi
abbassando il capo, moriva.
Per anni anestetici
spinsi il mio fantasma,
tra manichini e risvegli
mi negai fissa dimora.
Cambiando tempo,
lasciai l'ebbra sincope
per un passo placato,
e fui melodia senza tempo.
Cuciti gli occhi nel quadro di te,
nei sedici origami volanti
da te partiti, giunse premura
da quel profumo, il senso di te.
E passò di lì, d'impressioni parlai.
Ancora cambio tempo,
mi resta il presente: siderea,
sfuggente la caduta,
le diedi nome sfumato, dissolto
fra le case che a te inclini.
Una parola d'universo riverbera a a a a...
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L'autore
luigi88
Sono voce e volto (purtroppo) di una follia in ascesa continua...il resto chi vorrà, potrà leggerlo, ma senza troppa cura.....
Commenti (2)
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mario calzolaro7 gennaio 2011
...è stupendamente bella (e, a mio avviso lo sarà egualmente eliminando quelle a a a a che, vogliono sottolineare qualcosa che già traspare dal contesto).Apprezzatissima
Rosy Marchettini7 gennaio 2011
con quanto ha scritto Mario E' una poesia meravigliosa e, anche secondo me, quelle aaaa andrebbero tolte, naturalmente è solo un consiglio, non sono nessuno Applausi, Luigi e una riverenza Piaciuta ed apprezzata tantissimo


