Il ricatto
Sono un cane molto attento
tra i segugi" er gran portento",
seguo lui andando a caccia
sono "er mejo"per la traccia.
Son veloce, scaltro, leale
stano sempre il suo cinghiale:
cerco, annuso e scavo
lui mi dice che son bravo.
Poi m'accuccio trafelato
anche lui è giù di fiato,
pel cinghiale fatto a pezzi
ci vorrebbe un carro attrezzi!
Torno a casa e son distrutto
già pregusto un buon prosciutto
un piatton di tortellini
ci son sempre, solo ...biscottini!
Passa un giorno
passa l'altro
e divento
un po' più scaltro.
Su consiglio del canino sindacato
mi son dato per malato
"per estrema debolezza
aggravata da tristezza".
Or vedrem se andando a caccia
prende "armeno 'na beccaccia"...
già lo vedo sotto un fico
a rimpianger quel suo amico...
Certo questo gli fa male
ma capisce la morale
l'altra sera... la narro tutta
m'han servito... pastasciutta!
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Commenti (1)
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Giovanni6216 gennaio 2011
Una sottile ironia traspare da questi versi che si leggono d'un fiato. Una bella poesia.
