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Introspezione 22 gennaio 2011 · lettura 2 min · 5734 letture

Un anno

Alessandra Prospero 39 poesie pubblicate
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La deportazione del cuore inizia tra i sussulti, quando un buio senza tempo diviene eterno. Corri verso i suoi occhi, afferra la sua piccola mano ascoltane il respiro affannato e fuggi verso la notte. L'Ade e le fiamme arancioni, il puzzo di zolfo e di gas il salto continuo, il tremito perenne. Respiro ancora, vedo ancora vivo ancora, palpitante. Tutti tremano intorno a me, nella comune consapevolezza di respirare ancora, di vivere ancora. Adesso ci siamo, ci stringiamo, piangiamo, partiamo. Affoghiamo la paura nelle onde cobalto ci aggrappiamo con dolore alla mutevole sabbia. Il mio bambino biondo ride, respira la brezza mattutina, dimentica i tuoni, insomma vive. Là dove non c'è più nulla invece Sorella Morte aleggia e presenzia, ruba case e colture, miete vittime e orrori. Ne potevo avvertire il fiato, ne ho udito i passi pesanti, potevo sentirla dietro di me senza per questo voltarmi. Ci riconciliammo con il nostro destino in una città fantasma gremita di spettri. Ovunque il cammino è foriero di commemorazione, ogni strada ha un'anima urlante che invoca pietà. La nostra preghiera è un lamento, una paura un ringraziamento. Nell'oggi silente il discorso diviene sussurro e la nostra dignità diviene vessillo per sopravvivere.
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Alessandra Prospero
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