Versi accoppiati
Sono un ex insegnante di scuola media (di francese) , e vivo nella cittadina in cui sono nato (a quindici chilometri a nord-est di Napoli) . Da giovane scrissi un centinaio di poesie (quasi tutte adesso da buttare) in versi liberi (e qualcuna anche quasi ermetica) , ma poi, dopo un letargo poetico durato più di trent'
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"Non servono gli ambienti illuminati". Mi piace molto questo concetto polisemico: non serve la luce per il poeta, che vede al buio anche ciò che gli altri non sono in grado di vedere neppure in pieno sole e nello stesso tempo egli non ha bisogno di mettersi in mostra, osannato in cerimonie ufficiali, che spesso premiano non il talento, ma il nome o il privilegio di buone conoscenze nell'ambiente. Molto, molto gradita.
Trovo superlativa, in particolare, l'ultima strofa di questa poesia, che poi, mi pare, è anche l'aspetto sottolineato nella splendida considerazione citata da Terracciano: l'importanza non solo fonetica, ma anche più generalmente musicale e anche contenutistica e semantica della rima stessa, i "versi accoppiati, " appunto, che avanzano così per darsi coraggio e sono apprezzabili esteticamente proprio per tutte queste ragioni. Molto piaciuta ed apprezzata!

