Confini ed elementi
Come fumo orale
di notti nazionaliste
infiammo respiro scomodo,
esilio all'esterno ed è gelo.
Il tocco finale e delittuoso,
bandiera scempia e avversa
su ritagli di palazzi colanti.
La colpa è di chiunque la chieda.
Recinti ammassati e fascine
di legno marcio sembra
questo scorcio d'occhio sconcio,
intriso di domande malariche.
Chi vide mai la porta
se non l'ingresso dell'iperuranio?
E' identica al latrato,
a un gesto malato, tendaggio slavato.
Tutto è tutto. Nulla è solo se
se si ostina ad esistere.
La poesia va riscritta.
©
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L'autore
luigi88
Sono voce e volto (purtroppo) di una follia in ascesa continua...il resto chi vorrà, potrà leggerlo, ma senza troppa cura.....
Commenti (4)
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In Venere veritas30 gennaio 2011
la colpa è di chiunque lo chieda, anche di scrivere.
F
Francesca Cuccia30 gennaio 2011
Siamo liberi, almeno nel pensiero e nel pensiero ci adattiamo. Si! tutto è tutto e il nulla credo resti "nulla" anche a se stesso. Interessante! !
Eirene30 gennaio 2011
una logica pertinente e in cui e gli opposti si annullano a vicenda... uno stile tutto tuo e mi piace...
mario calzolaro30 gennaio 2011
...bel tratto nei versi, agili e scorrevoli; originalità mai banale e grande abilità d stesura; significativo il contenuto. Molto apprezzata



