Il pendolo rotto
Strani volteggi
di un pendolo rotto...
tra le crepe sui muri
e i chiodi spezzati
il cigolio di un vecchio cancello
sveglia l'anonimo silenzio.
L'edera copre l'entrata
mentre la foschia annebbia la veduta.
Non so come ci sono arrivato
e non so come andarmene...
dietro di me il nulla.
Chiudo gli occhi e tutto tace...
resta solo
il timido ticchettare del pendolo rotto
che rallenta i suoi colpi
ad ogni suo battito.
Anche il cancello si sta chiudendo...
tra non molto la pace
prenderà il sopravvento...
ed io farò parte di essa.
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Commenti (4)
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Giovanni Monopoli28 agosto 2006
alla malinconica paura della solitudine circondarsi d’amici è d’obbligo...
U
Ugo Mastrogiovanni28 agosto 2006
E' una pace, speriamo sia tale, che prenderà il sopravvento su tutti noi..
K
Kate28 agosto 2006
bei versi, e la chiusa che trasmette questo senso di benessere psicologico, mi piace
S
Saffo29 agosto 2006
C'è qualcosa di magico nella tua poesia! Un'atmosfera surreale... oltre quel cancello fatato che si apre su una nuova era... o su un mondo immaginario sospeso nel tempo! Ripeto... magica!
