Stille di sale
Stille di sale
in sorrisi dolorosi di memoria
da tacere a pieni polmoni
nell'Amore infine chiamato.
E manchi, madre,
nei giorni di costruite assenze,
negli abbracci dell'onde in anelito
nelle mute mie domande al vento
e ti ritrovo, madre,
nei fotogrammi d'eterna incisione
nel mio pianto d'inaspettato riflesso
nella mano in carezza di figlio.
Stille di sale
insaporiscono eterici pasti
ed è pronta la mia ruga
a piangerti nel terreno addio
per accorciare le nostre distanze.
E in questo stesso mare
dove fosti nostra umile allieva
nei sorrisi di figlia in prestito
per lo stupore d'essere acqua nell'acqua,
ora è nel sole che mi sei Fuoco in petto.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
Commenti (1)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Cristina Khay10 febbraio 2011
E' davvero bella questa tua poesia d'amore filiale oltre il tempo, caro Oliviero... Un amore che è l'amore stesso per la vita, per quella madre che per prima ha intessuto la tua anima di materia terrena, suggellando il patto d'amore e di servizio con questa dimensione
