Vomito ancora destino
Caterina Zappia
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Coriandoli di cielo
su mani che si tingono di luna
inchini ed abbracci di pensieri
come fili dentro una vecchia cruna.
E' così che la speranza rammenda orditi
come un fachiro dentro il suo tempio
un cavaliere che non canta più
la dolce serenata alla sua bella.
Sembra che la notte si disperde
in sussurri che dilatano le stelle
sento la mia terra palpitare
guardo gli occhi, sono ancora quelli.
I giorni passano legati come un cane
A quel padrone che si chiama destino
Vomito ancora nel rivederlo alato
guizza come un docile delfino.
Lego i nastri colorati delle nuvole
che decorano un cielo fatto a pezzi
e faccio il mio specchio e par che vedo
delle forme minuscole di incertezze .
Se mai potessi scagliarmi contro
farei della mia rabbia un vento
un silenzioso uragano senza senso
come questa infelicità che accendo
che vola verso un cielo senza pensiero.
©
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L'autore
Caterina Zappia
Caterina è nata a Parigi, fra il profumo di cioccolato amaro e la musica di Édith Piaf .Scrive poesie fin dalla sua tenera età. Scrive versi perchè sono loro a farla sentire viva ed amata, sono frammenti di se, di giorni passati, frammenti di sogni e di ricordi che si annidano nella sua anima. La tristezza, la solitu
Commenti (1)
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Francesco Giardina25 febbraio 2011
l'hai vomitata proprio questa poesia... dall'anima vera che hai verso le stelle. complimenti strapiaciuta e strasentita

