Tempo di gioia
Paolo Ursaia
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E' teatro di simulazioni
questa piazza vuota
che risuona spettrale
del muto tintinnare
di falsi idoli;
ti ho visto
mettere le mani in bocca
dopo aver toccato
i fiori dell'oleandro
per ubriacarti
che apparenza vuota
fosse essenza di vita.
Ora piangi ancora la tristezza
di sogni traditi
che faticoso è ammettere
d'essersi illusi;
pure,
se non lacrimassi
toccheresti la gioia
nascosta nella genuina paura.
©
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L'autore
Paolo Ursaia
Romano, classe 62, medico anestesista rianimatore. Rimasto orfano di padre molto presto, e molto presto costretto a guardare la realtà con occhi disincantati, attraversa la vita come un osservatore spesso muto e distaccato, non condividendo molti dei miti attualmente in auge. Impegnato nel sociale vero, vi agisce con
Commenti (2)
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Grazia Bianco25 febbraio 2011
A volte è necessario lacrimare per gustare la genuinità della gioia nata nella paura, la rendono meno terrificante...
Rosy Marchettini25 febbraio 2011
Aver paura a volte salva l'anima e la mente Come sempre è una bellissima poesia


