Punes
A destra degli occhi chiusi
trovo sinistre cose e a casa attese.
Sgraziati traghetti grigi
in conati di ferro e fauci
pendono ansiosi graffiando
sensazioni di solitaria presbiopia.
A puntellare di segni parole,
scivola tempo, la realtà implode.
Stracci di plastica ambigua
sui rami nel fastidio piovoso.
Le mani di troppo sono altrove:
ho sensi taciturni e astemi
attraccati alla pensilina di nessuno.
Qualcuno ancora si affanna a vivere.
Gli arcobaleni calpestati
come rovine una volta bianche,
da sempre pagano i miei sogni.
©
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L'autore
luigi88
Sono voce e volto (purtroppo) di una follia in ascesa continua...il resto chi vorrà, potrà leggerlo, ma senza troppa cura.....
Commenti (1)
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Aldo Bilato9 marzo 2011
ho sempre apprezzato, il modo di porre ed imporre, il tuo pensiero... particolarmente in questa lirica, che ha un ritmo impresso ai versi invidiabile... complimenti... cià*

