Dolce sotto amaro
Paolo Ursaia
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E' vecchio chiodo
questo cercar giustizia
persino tra poveri versi,
rantolo del cuore;
inzuppato di fiele
cerco il sublime
rovesciando il sacco
della grigia rassegnazione
e di semplice parola
armo le mie dita
all'incanto sottile
d'una lontana libertà.
Nel mondo dei conformi
perfino le fontane
hanno sete
ed io volgo le spalle
seminando suoli riarsi;
di lacrime e sudore
annaffio la mia solitudine,
assaporo dolce sotto amaro.
©
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L'autore
Paolo Ursaia
Romano, classe 62, medico anestesista rianimatore. Rimasto orfano di padre molto presto, e molto presto costretto a guardare la realtà con occhi disincantati, attraversa la vita come un osservatore spesso muto e distaccato, non condividendo molti dei miti attualmente in auge. Impegnato nel sociale vero, vi agisce con
Commenti (1)
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Saverio Chiti11 marzo 2011
"...perfino le fontane hanno sete..." già, a che serve dimenticare, anzi è nel ricordo che tutto deve continuare... continuare a credere che lottare serva... per far si che il retrogusto amaro sia infin sconfitto dal dolce vivere in comunione con la vita... certa, sincera... giusta! Molto apprezzata.

