Poesia
Caterina Zappia
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Graffi di tristezza
bucano la pelle
il sangue gronda risposte
umiliando i perché
dannate anime senza volti.
Strappi gli occhi perché hai fame
lasciando buchi e solchi
sopra le mie fredde mani
stanche di seppellire foglie morte.
Parli ai cipressi delle ultime parole
ai sentieri funesti e soli
al vento che congela l'aria
e muta d'antico le sue ore.
Scavi la bruma della sera
che allontana anche le mosche
ed io ferita davanti a te
consegno il tempo che non si da pace
respirando a fatica ciò che vedo
mescolando le stelle del cielo
continuando a sognare d'infinito.
Aiutami a perdonare la tua notte
e i tuoi folli virgulti
che della mia strada han fatto
la loro dimora.
©
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L'autore
Caterina Zappia
Caterina è nata a Parigi, fra il profumo di cioccolato amaro e la musica di Édith Piaf .Scrive poesie fin dalla sua tenera età. Scrive versi perchè sono loro a farla sentire viva ed amata, sono frammenti di se, di giorni passati, frammenti di sogni e di ricordi che si annidano nella sua anima. La tristezza, la solitu
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