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Riflessioni 17 marzo 2011 · lettura 2 min · 2610 letture

Unità d'Italia 1861 - 2011

Ausilia Giordano 686 poesie pubblicate
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Cent'anni son trascorsi e cinquanta in successione dall'innalzar dello stendardo che l'Italia intera unificò. Da Bolzano a Lampedusa più non vi furon differenze: tanti uniti in un popol solo, forti e avvinti al Tricolore, in una sola eletta Lingua sul natio suolo cantaron "Libertà"! Un unico fraterno cuore l'Italia Patria uniformò. Intense son le pagine di Storia narratrici di afflizioni, di dolori, e divisioni che per secoli l'Italia succube affrontò. Il Carroccio di Legnano in battaglia vigoroso vincitore sul Federico egemone, sancì nei secoli la Decisione e la Sicilia con i Vespri contro la tirannide straniera, il Trionfo nel conflitto valoroso confermò. Il grido audace di Mazzini di "uomini fratelli" uguali e uniti in Dio, nutrì e sostenne le coscienze dei Veri Eletti Figli, che nel sacrificio sommo della lotta e della vita, dalla secolare prostrazione tra guerre interminabili e violente reazioni, alla diletta Italia Patria conferirono Onore e Dignità. Nel perenne Inno di Mameli, sulle note del Novaro, che mi gridano nel cuore, ho in conferma un'obiettività: nessuno divider mai potrà la mia amata Patria, che a costo di tal gravose pene, il Sommo Dio consacrò nel'Unità.
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E' giusto e onorevole, per una Nazione, essere festeggiata dai suoi Figli come Madre Patria Unita nella propria identità.

L'autore
Ausilia Giordano
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Commenti (1)

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Almerico17 marzo 2011

non credo che il surrogato della tua anima sia di gran lungo divrso dal mio in quando io meridionale ero solo reale e per me la poesia è sentita, non mi interessa chi commenta ne in bene ne in male basta che mi si legga perche il mio sentimento viva per sempre per tanto grazie di avermi dedicato pochi istanti della tua esistenza in quando ad offendermi nooooo mi hi divertito a presto fammi pure apezzi se vuoi io sto qua