La stanza arata
Le alterne fortune e oscure
di quella pelliccia,
il peso di un cancello di notte
che indugia sul mondo.
Siamo figli di un attimo diseredato?
Consumo le atroci piastrelle
per questa vita dell'oggi
e di ieri ho scarne sciagure.
E' ignobile giudicare, spiare
le vie verso casa
dove la gioia cambia nome
e diviene in me malinconia.
Chi spingerà ad occhi chiusi
soffi d'aria straniera per il vento?
Delle vele che pur vanno
è la fatica e le membra esauste.
Parlare a nessuno:
di questo ritmo le ore
che riaccendono le traverse
di noi che siamo palpebre di altri.
Lo dicevo nelle svolte di guaina,
i passi sul torrido dormire
quando poi anche le stanze
sono accenti di parole solo per noi.
E svia la stagione
o tremula è la brina
in questo arare campi di un ricordo.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
L'autore
luigi88
Sono voce e volto (purtroppo) di una follia in ascesa continua...il resto chi vorrà, potrà leggerlo, ma senza troppa cura.....
Commenti (0)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Ancora nessun commento. Scrivi il primo!
