Dirigere un sogno
Caterina Zappia
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Stanotte appoggerò il capo fra le mani
e penserò a quanta malinconia osi donare
al tempo che si sgretola come creta
come il giorno che sa violentare
e si ferma poi con tronchi di pietra
a sbarrare ai sogni la strada
sotto la mia tunica cotta come la terra.
Filtrerò resina di libertà immutata
cadranno gocce sul muso aperto
bagnando quel bastardo cane del destino
che per non morire inghiotte anche la terra.
Crescerà il sogno curvando il capo fra le mani
volerà come la tortora di buon mattino
sopra le palme lucide e sazie di brezza
colmando calici di tristezza
su altari vuoti dove non si sa più pregare.
E vorrei che cantasse anche all'anima
ad occhi chiusi, al vento che scuote nostalgia
su queste mani che hanno solo contato catene
ed ora si piegano e si spezzano per la via
come cera inutile di candele.
E' un sogno squattrinato, perde colpi e si nega
solleva le mie ginocchia arrugginite
come la stupida marionetta che s'appoggia
sta il mio fiato chino a dirigere un sogno
in una meschina notte che non ha padrone
un solo risveglio d'ombre e tanta delusione.
©
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L'autore
Caterina Zappia
Caterina è nata a Parigi, fra il profumo di cioccolato amaro e la musica di Édith Piaf .Scrive poesie fin dalla sua tenera età. Scrive versi perchè sono loro a farla sentire viva ed amata, sono frammenti di se, di giorni passati, frammenti di sogni e di ricordi che si annidano nella sua anima. La tristezza, la solitu
Commenti (1)
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Splendido Leotta Michele24 marzo 2011
se sole splende perché nube l'oscura... poesia stupenda in un triste che amalgama un meraviglioso e splendido poetare

