Catene di solitudine
Caterina Zappia
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Sono qui a strappare solitudine
E par che non si da pace
S'arrampica e tesse come ragno
senza paura se la vita tace.
Abbandona la sua linfa
e succhia dai capezzoli le gocce
le ultime che lascia la mia rabbia
vedo le sue labbra umide e risorte.
Lasciami le tue chiare nuvole
Oggi si scrutano parole dentro
un calamaio il cuore senza inchiostro
in ogni dove par che dica no
ma io scrivo ciò che penso.
Dipinge questi occhi quasi spenti
Che non sanno prendere amore
Dimmi ancor quanto tu reggi
A questo assalto di ferite sole.
Prendile come se fossero tuoi amici
Racconta loro come era la tua via
Quando la solitudine spezzava il cielo
E subito annegavi di follia .
Dimmi quanto sono lente le catene
Perché di stringerle io non vorrei
Ma tu che mi consoli per come sono
Donna, mamma, figlia
Dammi l'ultimo anello che tieni
subirò ancor te, in armonia.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
L'autore
Caterina Zappia
Caterina è nata a Parigi, fra il profumo di cioccolato amaro e la musica di Édith Piaf .Scrive poesie fin dalla sua tenera età. Scrive versi perchè sono loro a farla sentire viva ed amata, sono frammenti di se, di giorni passati, frammenti di sogni e di ricordi che si annidano nella sua anima. La tristezza, la solitu
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