Vorrei che fosse vento
Caterina Zappia
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Vorrei che fosse vento il tuo respiro
che fosse pioggia sopra la mia terra
fra gli affanni in aridi sentieri
sotto un cielo senza fretta.
Vorrei che fosse raggio il tuo amore
scaldarmi l'anima, il cuore, senza indugi
bagnarmi nel torrente che qui passa
fresca l'acqua, limpide carezze.
Sibila il trionfo della primavera
scende come una zingara che implora
sulla mano che scruta la mia sera
notte malvagia, notte che divora.
Vorrei che fosse il giorno a regalarmi
libellula vispa e leggera
rondine che torna sincera alla luna
accesa lucciola nel buio che spera.
Sempre sarò in eterno a guardarti
da queste finestre che non so aprire
il paradiso vuoi che io prenda
da questo gioco che non vuol finire.
Vorrei che fosse questo suono
a cingermi di vita i fianchi
il canto che sento è il tuo bel dono
gemma che turba gli istanti.
Sfoglio le vuote pagine di un giorno
sanguina una nota senza inganni
sulla mia pelle che incido a fuoco
profuma di struggente carme .
©
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L'autore
Caterina Zappia
Caterina è nata a Parigi, fra il profumo di cioccolato amaro e la musica di Édith Piaf .Scrive poesie fin dalla sua tenera età. Scrive versi perchè sono loro a farla sentire viva ed amata, sono frammenti di se, di giorni passati, frammenti di sogni e di ricordi che si annidano nella sua anima. La tristezza, la solitu
Commenti (2)
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Antonella Modaffari Bartoli8 aprile 2011
Musicale e leggera come quel vento di primavera che soffia sulla pelle.
Simona Scudeller9 aprile 2011
E' una dichiarazione d'amore più che una riflessione. Diverse figure retoriche s'intrecciano e si sviluppano in una lirica piena di emozione, trasmessa e ricevuta. Si legge con molto piacere e trasporto, complimenti!


