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Riflessioni 8 aprile 2011 · lettura 1 min · 3593 letture

La bellezza poetica

A
Antonio Terracciano 1000 poesie pubblicate
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La bellezza poetica è dovuta all’amor della lingua, che conduce al rispetto di regole, a goduta ricerca di parola che riluce. Ogni lingua possiede una bellezza, che il buon poeta scopre con pazienza, trovando a volte con naturalezza profondità d’idee e di apparenza.
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Per onestà ritengo utile avvertire il lettore che questa poesia è soltanto un adattamento del testo originale (più bello, forse), che mi nacque in lingua spagnola, "Hay belleza poética en cada idioma" .
Più di due anni fa lo avevo pubblicato nel sito, ma lo cancellai dopo poche ore, perché non ero certo che potesse soddisfare un pubblico ispanofono esigente, non avendo io mai studiato ufficialmente lo spagnolo.
Decisi però di affrontare una prova più impegnativa, e lo pubblicai in un sito iberico dove, per dir la verità, fu benissimo accolto, e si accinge ora a raggiungere le mille letture.
Pochi giorni dopo, credendo nel valore del contenuto del testo, feci questa versione in italiano, togliendo però (forse per eccessivo scrupolo) l'esclusiva.
Grazie per l'attenzione.6 maggio 2013
A
L'autore
Antonio Terracciano

Sono un ex insegnante di scuola media (di francese) , e vivo nella cittadina in cui sono nato (a quindici chilometri a nord-est di Napoli) . Da giovane scrissi un centinaio di poesie (quasi tutte adesso da buttare) in versi liberi (e qualcuna anche quasi ermetica) , ma poi, dopo un letargo poetico durato più di trent'

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Commenti (7)

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Lorenzo Crocetti8 aprile 2011

Sono perfettamente in linea con Terracciano. L'amore (ed il rispetto) della lingua deve investire ogni emanazione poetica. le regole grammaticali non devono essere eluse nemmeno nel corso di una poesia, che avolte sembra permettere il superarne i confini. La bellezza della lingua italiana, una delle più ricche di vocaboli al mondo ed una delle più attente alla grammatica, alla sintassi e alla consecutio temporum, non può essere deturpata da parole messe a caso ed ancor più a caso assemblate, tanto per colpire con la loro apparente "grandiosità" che si traduce sempre in un ridicolo procedere. Gli eclatanti esempi appaiono e si vedono ad abuntantiam!

Michele Tropiano8 aprile 2011

non posso che essere d'accordo: ci sono cose imprescindibili in poesia, anche si si vuol sperimentare un nuovo stile. ma se n'è già parlato a lungo...

La nostra lingua italiana è davvero una lingua perfetta per la poesia, e l'autore ha perfettamente ragione quando parla delle regole necessarie ai componimenti poetici.

Roberto Stompanato8 aprile 2011

Condivido pienamente quanto espresso magnificamente da questo Grande Autore.

Silvana Poccioni8 aprile 2011

Dire che sono d'accordo è poco. Se pretendiamo di definirci poeti, il che è davvero una gran pretesa oggi, dovremmo quantomeno rispettare le regole grammaticali e sintattiche di cui parli nella tua. Ma sinceramente non credo che tutti siano d'accordo su questo principio basilare, visto che mi capita di leggere di tutto e scopro, con meraviglia, che gli errori spesso sono fonte di ammirazione e di apprezzamento. Complimenti, comunque, per il profondo rispetto che mostri di avere per il nostro sacrosanto italiano in ogni cosa che scrivi.

mario calzolaro8 aprile 2011

sarebbe curioso ed interessante leggere note di dissenso rispetto a quanto sostenuto dall'autore... mi pare addirittura ovvio -se non banale- esprimere adesione

Antonio Biancolillo8 aprile 2011

Ed è tutto dire questo stupendo verseggiato... un rispettar regole dei dettati grammaticali... un doveroso inchino alla nostra lingua tanto poetica... In perfetta condivisione la profonda riflessione... Apprezzata...