Afa di seconda classe
Tenderei col capo a sinistra.
In fondo è il solito,
rassegnato bruxismo diurno
a stonare su quel ferro assopito.
Ogni volta mi chiedo
se la malinconia che parla
sia nata alle due di pomeriggio.
Tace l'ombra del dopoguerra.
Dietro quelle lenti,
scure per l'umore, sgraziate,
facce rapprese da aprile
nel conato di vita che trema.
Anche il sole dei campi d'artrite
ricorda il nostro posto:
secondi al vetro che fonde,
minuti di viaggi anonimi.
Libri in cui perire.
Nozioni di colture falciate.
Mi cola negli occhi il cartello:
è una comparsa di via scomparsa.
Torno al sedile, la mente si posa:
fisso i lasciti delle prostitute.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
L'autore
luigi88
Sono voce e volto (purtroppo) di una follia in ascesa continua...il resto chi vorrà, potrà leggerlo, ma senza troppa cura.....
Commenti (1)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
h
hy ju10 aprile 2011
Accende il pensiero questo modo di usare le parole, perché mette in evidenza l'inganno della logica e tutte le più o meno velate ambiguità che a volte si annidano nel tessere un discorso.
