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Riflessioni 15 aprile 2011 · lettura 1 min · 1877 letture

Gracile e velata compagnìa

luigi88 303 poesie pubblicate
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Anche dalle fessure di quel leviatano ocra vivo di cemento armato, mi fissi e spiri un po' di te. Mai lasciasti la mia mano, piazza di venature feconde sullo scivolo del tuo arbitrio, e lontana contavi i miei passi. Come alito freddo, d'estate a rinverdire le miserie; quei campi d'azzardo e grano su cui stesa la mente poggiava. E quante volte ti diedi nome! E sempre nuovo il tuo corpo; verbo di stelle rimaste mute oltre i palazzi e viste mai. Fruscìo e sorriso forzato, smorfia di troppa luce. La malinconia è culla ferma nella cui osservo e pendo.
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L'autore
luigi88

Sono voce e volto (purtroppo) di una follia in ascesa continua...il resto chi vorrà, potrà leggerlo, ma senza troppa cura.....

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Commenti (1)

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In Venere veritas15 aprile 2011

è...più... non so leggera del solito, come se fossi oltre