Combinazioni
Le fasce finte incrociate
di legno indolente
hanno segreti neonati:
a mezza morte di sguardo li scopro.
Il rosso parla esperanto
in discorsi floreali;
apre porte a sfondi assenti
se mai ci sia stato un palco.
Lo sciocco fluttuare
delle tende a misura pomeridiana,
mentre tocco aria abusiva
in rotta della vicina. Lei solo vive sola.
Ci sarà una mancanza
come in ogni secondo, da colmare.
Salite armonie, che il tempo
se mai vogliate, forse è pronto:
il nettare dell'azione scorre
slittando, e nasconderà le mani.
Le rose restano vedove
in cambio di un drappo oscillante:
i litigi delle cose si nutrono
di cattivo gusto, questione di stile.
©
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L'autore
luigi88
Sono voce e volto (purtroppo) di una follia in ascesa continua...il resto chi vorrà, potrà leggerlo, ma senza troppa cura.....
Commenti (1)
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In Venere veritas21 aprile 2011
che il tempo, se mai vogliate, forse è pronto: potrebbe essere un verso di shakespeare. c'è un che di cambiato, molto meno rigido, ti stai sciogliendo dalla forma per trovarne una fluida, ma comunque ben definita. curiosa del prossimo passo...

