Via, via dal Borgo nativo!

La mia famiglia è quì.
La mia terra è questa!
Eppure mi sento così fuori posto.
Ho schifo di tutto e di tutti:
di questo vociare confuso,
di questo dialetto balordo,
di questa miseria 'ciociara',
di questi vestiti sgualciti,
di borse, valigie ed ombrelli,
di queste portiere del treno
sbattute con tanta idiozìa...
di sputi per terra,
e dovunque cartacce e rifiuti.
Del tizio che urina per strada,
all'angolo, come usano i cani!
Lo stesso che a casa ha lasciato
la donna vestita di nero.
E questa ignoranza diffusa,
di vili costumi ancorpiù.
E di queste gonne sì lunghe,
in difesa di cosa?
Per toglierci ancora,
fra tante miserie e squallori,
il piccol conforto
che ancor ci può offrire
la vista del bello, di forme,
di cose, su cui l'ignoranza
ancor nulla ha potuto...
Sibbene detesti costoro
io stesso son uno di loro:
la terra il sangue, la forma,
alquanto il carattere e gusti persino,
un po' son gli stessi...
È questa, da sempre, la mia situazione,
Ma forte è la smania di essere altrove!
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L'autore
pompeo conte
Diploma "TIM e vari altri di natura professionale, ma la passione più profonda è verso le materie letterarie, che lo fanno sentire un eterno studente. Conoscenza di diverse lingue straniere, con permanenze all’estero. Ogni risultato nella vita è sempre giunto con un certo ritardo, ma va bene anche così. Pensionato, ris
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