Dal profondo un grido (Venerdì Santo)
Ausilia Giordano
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Da un abisso di dolori
una voce
s'innalza in pianto e in grido
ai piedi della Croce:
- Salvami, Signore, in Te confido!
Liberami dai fili arroventati
e da bevande di veleno
che il mondo ogni or mi dona
con durezza e tracotanza!
Fa' che io riemerga
da questo abisso di tormenti:
gli illeciti guadagni, il furto, l'ira
e l'incalzar della violenza
e l'inganno che oblia la verità.
Dammi in dono il fiele amaro
che accompagna il pentimento:
sarà per me dolce più del vino.
Modellami nel crogiolo che riscatta;
avviluppa la mia esistenza
nel caldo cerchio delle braccia Tue.
Dammi di conoscere il Tuo Amore
attraverso la Luce e la Speranza.
Non voglio più da Te fuggire,
prendimi per mano, o Dio mio,
insegnami ad accettare la mia croce.
Sostienimi sulla strada del ritorno.
Fa' ch'io ritrovi il Tuo sentiero
che per effimeri diletti
un giorno abbandonai.
Salvami, Signore, non tardare!-
©
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L'autore
Ausilia Giordano
Commenti (1)
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Triste22 aprile 2011
"Salvami Signore, non tardare" Qualcuno grida da sotto quella croce, ma l'umanità non vuole essere salvata... e guarda con indifferenza Colui che ha saputo amarci al punto di dare la sua vita. Intenso componimento che si fà preghiera.

