La morte dell'elefante
Paolo Ursaia
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Silenzio...
bisbigli lacerati
dove erano sentimenti urlati,
e solitudine in cambio di presenza.
E' l'ultimo passo,
sono troppo stanco
per ricominciare
per esistere ancora;
silenzio...
il mio è silenzio d'amore
che rispetta
anche se non capisce
anche se non merita
la pugnalata al cuore;
vola via farfallina,
l'elefante affonda.
Un ultimo sforzo
ad aiutare il battito d'ali
ed il sacrificio è fatto:
non vivo più.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
L'autore
Paolo Ursaia
Romano, classe 62, medico anestesista rianimatore. Rimasto orfano di padre molto presto, e molto presto costretto a guardare la realtà con occhi disincantati, attraversa la vita come un osservatore spesso muto e distaccato, non condividendo molti dei miti attualmente in auge. Impegnato nel sociale vero, vi agisce con
Commenti (2)
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Serena Urbano25 aprile 2011
Nel leggerla per un istante ho immaginato come sottofondo la canzone di "Zarrillo- l'Elefante e la Farfalla"...due animai così diversi anatomicamente una sa volare l'altro è pesante per lasciarsi dal vento cullare... costretti quindi a non potersi amare... triste ma bella.
Daniela Pacelli25 aprile 2011
L'amore fa miracoli, se due persone si sono amate e si sono appartenute, sempre saranno legate, come un elefante ed un farfalla.


