Ahimè

Romano, classe 62, medico anestesista rianimatore. Rimasto orfano di padre molto presto, e molto presto costretto a guardare la realtà con occhi disincantati, attraversa la vita come un osservatore spesso muto e distaccato, non condividendo molti dei miti attualmente in auge. Impegnato nel sociale vero, vi agisce con
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il vero amore è scevro da ogni forma di egoismo... significativa e molto bella...
Di Paolo Ursaia ho più volte incrociato le parole. A volte distrattamente e a volte con maggior attenzione. Oggi leggo questa sua lirica che mi invoglia a lasciare traccia del mio passaggio. L'Ursaia con metafore eleganti e estremamente illuminanti, narra con melanconia e dolcezza di un sentire sofferto. ""è goffo questo sentimento privato della tua presenza"" e poi ancora ""sono sordo alla primavera"" e te farfalla "" non posso pretendere tu dimentichi i fiori""... Una poesia dal linguaggio pulito e diretto che trasmette il piacere della parola e del sentire in un narrare condiviso. Questa lirica pubblicata in amore è in assoluto una dichiarazione d'amore puro... l'amore che oltrepassa il bisogno personale.
Ed è proprio nella libertà che vive e deve vivere l'amore...è quello più sentito e sicuro... come sono sicuri i tuoi versi... le tue metafore... Molto apprezzata...
sagge parole nella nota riportate con maestria nei versi, bellissima complimenti


