E' una immaginabile figura che non si da pace
Caterina Zappia
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Ogni goccia di questo sangue
in questo perdersi fra i petali dell'aria
accende il vermiglio dei miei mali
seminando ogni volta chicchi d'anima.
Si disperdono sulle amare zolle
nelle trappole degli immensi solchi
e mandano sigilli nel cielo
sui voli degli angeli che chiedono.
Cos'è che s'avvicina?
Cos'è questa inverosimile ora?
Cos'è questo perdersi dentro
che afferra come un guardiano la cima?
Un tonfo che fa tremare la terra
apre le sue assi inchiodate
seminando paura che smarrisce
fra esili fiordalisi, papaveri e rasi.
Intrappola ogni singola vena
le intrecccia come fitti giunchi
e sento come un laccio alla gola
è l'anima che sposa il mio respiro.
Ora so, che questa eterna attesa
che s'alligna come la gramigna
lascia ad ogni mia pena
un verso come meraviglia.
Così io non sarò mai il suo Giuda
anche se amo attenderla sulla croce
smorzando la sua sete
vedo che si riprende la mia voce.
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L'autore
Caterina Zappia
Caterina è nata a Parigi, fra il profumo di cioccolato amaro e la musica di Édith Piaf .Scrive poesie fin dalla sua tenera età. Scrive versi perchè sono loro a farla sentire viva ed amata, sono frammenti di se, di giorni passati, frammenti di sogni e di ricordi che si annidano nella sua anima. La tristezza, la solitu
Commenti (1)
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Antonio Biancolillo9 maggio 2011
...e anche se tu mi dicessi...è tardi ormai... io resto quì...e questa nostra anima non ci abbandona mai e mai la si potrebbe tradire... ha solo bisogno di sentirsi libera... libera nelle parole che sa dettare al tuo respiro... così da poter vivere... Molto apprezzata...

