Delusa
Delusa
da una vita con le calze a rete.
Non mi ricordo nemmeno più
quando l'ho scoperto
forse l'ho scordato
lungo la strada,
che non lasciava spazio.
Avrei voluto raccogliere viole
ma certe spine abitavano i roseti
ed io,
che mi fidavo del profumo,
ferivo le mie mani tra le aiuole.
Il sole colorava la mia pelle
quando in estate io spogliavo l'anima
sul bagnoasciuga di un meriggio, al mare,
mentre riempivo di conchiglie il mio paniere.
Finiva sempre la stagione che più amavo
lasciando il posto,
ad un autunno senza foglie
dove l'odore dell'uva ormai matura,
inebriava la comprensione dei silenzi.
Delusa
da una vita con labbra d'amaranto
che pettinava il grano con il vento
ed io credevo che la pioggia fosse pura
se mi appariva,
l'arcobaleno in lontananza.
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L'autore
Manuela Magi
Amo tutto ciò che mi permette di sognare e sogno tutto quello che mi permette di amare. Leggo spesso Neruda e in particolare un poeta sconosciuto che ha scavato nella mia anima fino a trovarne il nucleo dove erano sopite le mie emozioni. Muore la parola appena è pronunciata: così qualcuno dice. Io invece d
Commenti (2)
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Giacomo Scimonelli13 maggio 2011
straordinaria la facilità dell'autrice di esporre ciò che il proprio cuore detta... versi che sono un piacere leggere... complimenti
Rita Minniti13 maggio 2011
Poesia che lascia una piacevolissima sensazione nel leggerla, così stilisticamente perfetta e dalle note che incantano dal primo veso all'ultimo. E nonostante la sua malinconica veste, riesce ad emozionare tantissimo. Molto ben scritta... complimenti!

