Sendai

Nell'alba rosa e viola
che si addensa alla fine
dell'orizzonte
una tremula fiammella
si fonde con il fuggevole geroglifico
di supplizi e tormenti
tra infrante e disperse rovine,
macerie di immane catastrofe.
Come le braccia allargate
di una grande madre,
passa scura e melmosa
l'onda assassina,
impasto di mondi deserti
trafitti e spogliati
nel terminale delirio.
Ormai solo memoria d'incanti,
chimera dissolta dal mare
esistenza troncata nel ventre
delle acque scolpitrici di morte.
Del vento è il passo del mattino
e di ciò che rimane
l'anima smarrisce se stessa.
©
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L'autore
Pino Tota
Non sono nato in un mondo morto. I miei occhi non si sono mai stancati di guardare la bellezza del mondo visibile, né c’è stata una fine alla suprema meraviglia...(TAGORE)
Commenti (2)
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Silvia De Angelis14 maggio 2011
Abile descrizione in versi, d'un mare devastante, che rilascia sensazioni davvero amare nel suo distruttivo anomalo percorso... Lirica piaciutissima
Cinzia Gargiulo15 maggio 2011
Purtroppo la forza del mare può essere devastatrice e l'uomo dinanzi a tale forza è impotente. Bellissima poesia, amara e vera.


