Vento di prima comunione
Caterina Zappia
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Rimbalza soave sul mio ricordo
ora che vedo scintillar il prato
scorrere l'acqua nel greto ingordo
spumosi gigli di un maggio amato.
Oh, com'era bello sorridere con te
al largo di mille rose esultanti
vestivo il profumo in ginocchio
nell'angolo dell'altare fra le pietre .
Il sole faceva prigioniero la luna
sfilavano le tuniche bianche
le timide voglie di volare
ho visto le mani sudare.
E' distante il canto
quando primavera rivestiva il pianto
stampe di sorrisi a fette
sul ludico sentiero indaffarato
mai più rivedrò .
Al vento le altalene coraggiose
fiori di oleandro sul terreno
e sagome uscir fra i rami
mani calde che spandevano.
Lo sguardo illuminato di speranza
piccole fiammelle coloravano il cielo
salivano come giochi gli occhi
e carezze si aspettavano davvero .
Quel giorno dentro una scatola di latta
fremevano scalze le preghiere
e ad ogni cuore che sembrava nuvola
gocce sul viso di limpida acqua .
Nastri d'argento e lucidi pensieri
legavano vita dimenticando affanni
risvegli di nidi sulle case offese
il solco scaldava le piante.
Soffrirò ancor per poco in questo gioco
lenti fiocchi cadranno come neve
dentro le sfere azzurre di cristallo
il vento taglia ancor le siepi.
©
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L'autore
Caterina Zappia
Caterina è nata a Parigi, fra il profumo di cioccolato amaro e la musica di Édith Piaf .Scrive poesie fin dalla sua tenera età. Scrive versi perchè sono loro a farla sentire viva ed amata, sono frammenti di se, di giorni passati, frammenti di sogni e di ricordi che si annidano nella sua anima. La tristezza, la solitu
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