Elettricittà indistinta
Mi avvolge come plastica
quest'ansia di mezzanotte.
Solita la solitudine,
mi siede accanto e ascolta
il passo ridicolo
dei miei strabici pensieri.
Vicino alla resa ogni volta,
attraversa le mie vie
un'autostrada minima di luce:
effetto poco speciale,
residuo di videoclip anni ottanta.
Quasi sanguina
la mano impressa sul mondo,
marmoreo e sordo
alla mera agitazione
che a caso mi devasta.
E quando tutto si svuota,
il pendolo stanco e rauco
dal giorno passato non ruota,
arriva qualcosa e anch'io esisto.
Si unisce al profumo del nuovo
quel vago senso del bello
che libero sfugge dagli occhi.
Mi volto e vedo uguale
lo scorcio che piange gesso.
Immobile. Non lo dirà mai.
©
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L'autore
luigi88
Sono voce e volto (purtroppo) di una follia in ascesa continua...il resto chi vorrà, potrà leggerlo, ma senza troppa cura.....
Commenti (2)
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alessio carlini25 maggio 2011
già l'introduzione è causa e motivo di ipnosi e di coinvolgimento... doe versi che diventano un sipario che s'apre... la poesia di questo autore è degna di tanta attenzione e cura, poiché regala attimi di grande coinvolgimento emotivo e sensazionale!! un grande Luigggggi!!
Splendido Leotta Michele25 maggio 2011
DEI leggiadri che il cielo dona ...del compenso lieve nel sudore volge il sentimento che diafona il cuore tra il passo della vera realtà...STUPENDISSIMA... ELOGIO ED INCHINO...è MERAVIGLIOSA


