Il mare di Nosside accende mancati sorrisi
Caterina Zappia
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Lascio cadere come ultimo respiro
in questa spiaggia che si spezza
quando cala il sole alla montagna
e l'ombra le fa da piroetta.
Remoti e rilucenti ricordi
che la sabbia apre con dolcezza
un trionfo di respiri lenti
cullano le ferite perse.
E' la brezza il manto sovrano
il cuore si specchia all'orizzonte
una lacrima cade sulla mano
brilla come fulgido diamante .
Eccomi amato, io ti do
lungi da me restare senza,
un ricordo che è attimo di pena
che lego come catena alle mani
leggendo e rileggendo l'assenza .
Con gli occhi apro questi granelli
e par che nell'aria affiora
un profumo di ricci in tempesta
che leviga, leviga la mano.
Mi nutro d'increspate onde
che immutati sussurrano ricordi
anche quando il giorno si disfa
o la sera a festa s'adorna.
Pensieri inafferrabili fra le onde
conclamano candida purezza,
così a poco a poco appare
un maestoso specchio di chiarezza.
Son qui in queste prime ore del giorno
sola con te ed il sole ad immaginarmi
la bambina dentro tuffi d'argento
un padre che mirava ai suoi raggi,
ed io sparivo nell'acqua spavalda
rubando fra scogli il canto a Nosside.
©
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L'autore
Caterina Zappia
Caterina è nata a Parigi, fra il profumo di cioccolato amaro e la musica di Édith Piaf .Scrive poesie fin dalla sua tenera età. Scrive versi perchè sono loro a farla sentire viva ed amata, sono frammenti di se, di giorni passati, frammenti di sogni e di ricordi che si annidano nella sua anima. La tristezza, la solitu
Commenti (1)
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elisabetta tegas27 maggio 2011
una lirica assolutamente degna di nota sia per la forma e lo stile che per le immagini ed il contenuto

