e non se ne cura
Nel mezzo del bene e del male
scorre il fiume della vita
Arcobaleni di raro splendore
riversano stille swarovski
sul placido specchio.
Il sole irradia calore
La canoa, remi in stallo, s'allontana
da riflessi di arcaiche dimore
Il solitario vogatore si lascia trasportare
dolcemente
incurante
del come
del quando
del dove...
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Commenti (2)
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K
Kate8 ottobre 2006
questo incurante viaggiatore potrebbe essere la controfigura dello stesso poeta che si lascia trasportare ”incurante del come, del quando, del dove”. Il poeta non vuole porsi interrogativi su dove, quando e come il suo cammino lo porterà, verso quali lidi finali. In questa poesia c'è un'accettazione passiva degli eventi della vita. Descrizione ben curata e versi armonici, brava
M
Mauro Zappi8 ottobre 2006
lasciati portare dal fiume, cara Iris... molto spesso la meta è migliore di quella che ci scegliamo da soli... molto bella ed accattivantenel suo incedere.. un abbraccio Mauro