Umile pianta come dono d'amore
Caterina Zappia
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Ginestra, mai fu così caldo il tuo sorriso
ora che le siepi ritornano splendenti
nessuna mano incide più le tue fibre
il povero non è più un perdente .
Compagna dei giorni e delle notti
la vita inondava il tuo silenzio
erano povere le madri
i figli avean la bocca fra i denti.
Non ami ricordare il tuo passato
quante lacrime hai perdonato
erano emozioni come guerra
che tu irta e pensosa contemplavi.
Amo i tuoi fiori luce di mia terra
zaffiri di dolce madre
che sazia le zolle indifferenti
in questo mondo diventato tale .
Ah se io potessi batter ancor
solo il mio cuore offrirei a te
come acqua sui tristi tuoi pensieri
che canta ogni stelo la tristezza .
Ma ora solo al Cristo offro i tuoi fiori
per terra di limpida saggezza
aspetta riscatti come semplici parole
un cambiamento da questa indifferenza.
©
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L'autore
Caterina Zappia
Caterina è nata a Parigi, fra il profumo di cioccolato amaro e la musica di Édith Piaf .Scrive poesie fin dalla sua tenera età. Scrive versi perchè sono loro a farla sentire viva ed amata, sono frammenti di se, di giorni passati, frammenti di sogni e di ricordi che si annidano nella sua anima. La tristezza, la solitu
Commenti (2)
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Shelly Nicole Del Santo3 giugno 2011
Bellissima poesia dolce nella suo malinconico sentire. l'umile è colui che sa donare amore senza nulla pretendere. La ginestra, un bel fiore, impersonifica in questi meravigliosi versi, un dono d'amore
Franca Donà astrofelia3 giugno 2011
un fiore che prende vita nella semplicità ed umiltà del suo essere ...versi bellissimi,


