40 lettori online · 362.841 poesie · 7.971 autori
La Piazza Entra Iscriviti
S Scrivere Poesie & Racconti
Pubblica
Pagina personale caterinazappia.clubscrivere.it — spazio del socio sostenitore
Home Poesie Natura
Natura 10 giugno 2011 · lettura 2 min · 3084 letture

I miei ulivi

Caterina Zappia 931 poesie pubblicate
+ Segui
Il cielo si è compromesso con la terra vestendo d'argento i capricciosi rami. Inneggiano la pace come arpe fino ai salmastri lidi lontani, e sono eterni i miei ulivi. Hanno le mani legati a questa terra a questi impervi e tratteggiati poggi e parlano del nostro divenire. Superbe s'illuminano le foglie del sudore, tiepido il sole le consola, e cantano come angeli incatenati dalle nuvole che tremano di pudore. Si gonfia il rugoso tronco, è paradiso di benedette generazioni. Salde radici come cemento, bocche di alberi in virgulti d'emozioni. Mai il pianto bagnò queste foglie, la terra raggranellò le mille speranze, e i sorrisi rincalzarono nei cuori, come una pioggia in polvere di stelle. Stanno i rami come le pie donzelle, quanti canti e quanti sparsi suoni, quante leggende, quante superstizioni, stanno come libri ricurvi sul presente . Sono il canto che nuda terra promette, sono il canto di vita tramandata sui tempi aridi percossi dai veleni, sono il canto del vento alla vallata amante dei loro frutti ruffiani. Ed ora di candidi fiocchi si vestono per l'autunno che li aspetta sovrani.
♥ 0 💬 4
© Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
L'autore
Caterina Zappia

Caterina è nata a Parigi, fra il profumo di cioccolato amaro e la musica di Édith Piaf .Scrive poesie fin dalla sua tenera età. Scrive versi perchè sono loro a farla sentire viva ed amata, sono frammenti di se, di giorni passati, frammenti di sogni e di ricordi che si annidano nella sua anima. La tristezza, la solitu

Tutte le opere →

Commenti (4)

Accedi per lasciare un commento.Accedi
Maria Rosa Cugudda10 giugno 2011

Profonda opera e ben stilata, dove la natura, l'amore per la vita e i ricordi dei tempi che furono rivivono gioiosamente nel cuore dell'autrice!

Gesuino Curreli10 giugno 2011

Leggo il sole e l'arsura, i declivi dei colli canuti di grigio e di verde. Sento il canto del cane errabondo che vaga nei pressi del vecchio casale, e le greggi ansimanti che ripiegano il capo alle ombre clementi degli ulivi. Più in là, oltre quella pastura, il silenzio che indigna di tanta umanità più senza cura nei confronti dell'amata campagna, madre buona ed eterna, amante che promette e non inganna, ma che chiede sudore, e non dispensa manna, per un frutto pregno di buon zucchero e liquore. Per l'oro che gli scorre nelle vene e appaga corpi stanchi e anche le menti, padroni e manovali, baroni e mezzadri laboriosi, e infine anche i lamenti di chi faceva la fila, nelle fredde mattine, per zappare la terra o per custodire gli armenti.

perlanera11 giugno 2011

La contorsione dell'olivo quale si manifesta tragica nell'immagine presentata, sta a indicare nell'ampliamento di una sentita metafora il torcersi dell'animo dell'autrice. Essa vede gonfiarsi "il rugoso tronco" e attraverso questa visione incalza i suoi versi in un divenire campestre che fa di questa poesia un'elegia della terra coltivata, elevandola a poesia di alto valore. Favolosa poesia!

Anonimo Segreto11 giugno 2011

mi viene da dire di rinunciare a scrivere dopo aver letto tanto splendido talento. Ma come fai ha rapirmi nella natura, come fai a essere così profonda. Sono senza parole complimenti.