I miei ulivi

Caterina è nata a Parigi, fra il profumo di cioccolato amaro e la musica di Édith Piaf .Scrive poesie fin dalla sua tenera età. Scrive versi perchè sono loro a farla sentire viva ed amata, sono frammenti di se, di giorni passati, frammenti di sogni e di ricordi che si annidano nella sua anima. La tristezza, la solitu
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Profonda opera e ben stilata, dove la natura, l'amore per la vita e i ricordi dei tempi che furono rivivono gioiosamente nel cuore dell'autrice!
Leggo il sole e l'arsura, i declivi dei colli canuti di grigio e di verde. Sento il canto del cane errabondo che vaga nei pressi del vecchio casale, e le greggi ansimanti che ripiegano il capo alle ombre clementi degli ulivi. Più in là, oltre quella pastura, il silenzio che indigna di tanta umanità più senza cura nei confronti dell'amata campagna, madre buona ed eterna, amante che promette e non inganna, ma che chiede sudore, e non dispensa manna, per un frutto pregno di buon zucchero e liquore. Per l'oro che gli scorre nelle vene e appaga corpi stanchi e anche le menti, padroni e manovali, baroni e mezzadri laboriosi, e infine anche i lamenti di chi faceva la fila, nelle fredde mattine, per zappare la terra o per custodire gli armenti.
La contorsione dell'olivo quale si manifesta tragica nell'immagine presentata, sta a indicare nell'ampliamento di una sentita metafora il torcersi dell'animo dell'autrice. Essa vede gonfiarsi "il rugoso tronco" e attraverso questa visione incalza i suoi versi in un divenire campestre che fa di questa poesia un'elegia della terra coltivata, elevandola a poesia di alto valore. Favolosa poesia!
mi viene da dire di rinunciare a scrivere dopo aver letto tanto splendido talento. Ma come fai ha rapirmi nella natura, come fai a essere così profonda. Sono senza parole complimenti.




