Perché ho scelto d'amarti?

Son solo e di nessuno mi curo,
non chiedo, non spero
e neppure mi vanto.
A me solo insincero,
gioisco e mi spavento,
ma non più di tanto.
Tenero e crudele,
gioco e vivo come i gatti:
perché ho scelto d'amarti?
Non voglio ma ti penso,
t'accuso e t'assolvo,
ti disprezzo e t'incenso
come l'amuleto d'un gobbo
più ti vedo e più anelo d'avvicinarti,
vorrei parlarti, ma più ancora baciarti:
perché ho scelto d'amarti?
Sei impalpabile come neve,
inavvicinabile come infocato braciere,
lontana come il sole,
irreale come usate parole,
opprimente come umida foschia:
perché ho scelto d'amarti,
mia insana e pur dolce follia?
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
Commenti (1)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
mario calzolaro14 giugno 2011
bell'interrogativo! é particolare questa lirica che trovo bella ed interessante.
