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Riflessioni 17 giugno 2011 · lettura 1 min · 1029 letture

Materna ferita

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Oliviero Angelo Fuina 233 poesie pubblicate
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Strumento scelto sei stata, d'amore, nel tuo essermi scomodo specchio premendo le ferite necessarie col tuo donarti in pari sofferenza. Quante volte ho pianto l'abbandono vestendomi da servo non richiesto? Ad ogni sguardo altrove conquistato, oltre carezze ambite in tua valenza, sommavo le "Matrioske" di un dolore per vincere guarite cicatrici esposte adesso al sole del saperle per accettare tutto ciò che sono. Ora che si è spento il tuo riflesso nel cuore acceso posso riabbracciarti perdonandomi il tacito livore sapendo la domanda che ci univa. Quando avrò per te il salato dono ritrovandoti in ogni mio sorriso?
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Commenti (1)

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Cristina Khay17 giugno 2011

Una profonda riflessione... che sfoglia i come ed i perché di un rapporto mai concluso e che continua ad aleggiare tra i pensieri, i gesti... che continua a pesare immeritatamente nel cuore. Niente di tutto ciò importa, perché ogni cosa è per noi come noi pensiamo che sia, ma mai e poi mai ci è permesso di varcare la soglia della vera percezione altrui del mondo e del cuore... Perciò non dare ascolto alla tua mente, dissipa ogni dubbio, sciogli la tua catena, perché è solo tua, e tu l'hai creata. L'amore è solo amore, e tuttavia è l'unica cosa che c'è, quando accantoniamo l'inutile labirinto della ragione. Ognuno di noi da il meglio all'altro, così come lo da, anche se la mente non comprende.