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Riflessioni 19 giugno 2011 · lettura 1 min · 2192 letture

Indaco disperso

luigi88 303 poesie pubblicate
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Nei toni industriali di fumosi fuochi d'artificio sei presente e divago. Sull'indaco fuso dal tramonto ti ritrovo sconosciuta, proprio come ti conosco. Andavano ovunque le voci, le urla degli atomi ancora una volta ebbri. Avresti potuto essere chiunque. Nella folla un nome è troppo. Di grafite e pensieri esisti altrove. Nell'angolo della sera mi fermo: e resti nebbia e rosa artificiale.
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In fondo si pensa solo a ciò che non si riesce a capire...

L'autore
luigi88

Sono voce e volto (purtroppo) di una follia in ascesa continua...il resto chi vorrà, potrà leggerlo, ma senza troppa cura.....

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Commenti (3)

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Stefania Stravato19 giugno 2011

...si... probabilmente è così...i nostri pensieri talvolta si avvolgono alle brume di qualcosa che ci è sconosciuto... e nella folla, davvero, un nome è troppo... e alla fine resta solo nebbia... lucida, consapevole amarezza in questi versi profondamente condivisi. Molto apprezzata, sinceri complimenti.

h
hy ju22 giugno 2011

Mi fa male l'angolo di un pensiero, proprio dove si affaccia un dubbio. E' nell'anomia che si soffoca la nostra rarefatta identità? Rimane a qualunque latitudine sempre quell'ancestrale bisogno di aggrapparsi al vero. L'irrealtà tutto sommato sembra essere l'unica nebbia artificiale in cui nascondere i nostri egoismi.

Giulia Gabbia23 giugno 2011

Nel dubbio le nostre incertezze si annebbiano lasciando spazi vuoti ... una lirica molto precisa e dolorosa...