Quando la notte redime
Caterina Zappia
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Spengo le ultime luci di ghirlanda
e mi rifugio in te dolcissima padrona
come peccatrice temo un'altra alba
ho bisogno dei t uoi silenzi antichi.
Ti ergi profonda decantatrice dei desideri
e solinga assaggi gli spicchi degli affanni
quanti immensi canestri riempirai stanotte
di refoli di ciglia dentro le case sparse.
Anche la tua fatica sa riscaldare il tronco
stanco dai rami e dalle foglie ingiallite
scambi di voci fra sussurri e pianti
come un airone sulle spiagge ferite .
Tu non sei il lontano tempo d'attesa
ma lieta novella che il cuore ammanta
e si vestono di te pallide le ombre
sul tempo di una condanna infinita.
Notte ti benedica il cielo e le stelle
i raggi infiniti che ti dormono sul petto
la passione canaglia che stride sui vetri
dalla finestra dove il sangue abbaglia.
©
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L'autore
Caterina Zappia
Caterina è nata a Parigi, fra il profumo di cioccolato amaro e la musica di Édith Piaf .Scrive poesie fin dalla sua tenera età. Scrive versi perchè sono loro a farla sentire viva ed amata, sono frammenti di se, di giorni passati, frammenti di sogni e di ricordi che si annidano nella sua anima. La tristezza, la solitu
Commenti (2)
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mario calzolaro21 giugno 2011
...la notte così come vissuta, percepita e sentita dall'Autrice, perviene a noi col fascino della sua suggestione
Antonella Modaffari Bartoli21 giugno 2011
La notte, messaggera incantatrice per le anime inquiete e per i sognatori. Misteriosa e affascinante, infida e benefica...


