La signora poesia va al mare
Caterina Zappia
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La signora ignorata non porta cappelli
piega le ciglia per far l'occhiolino
non si confonde se il rossetto è tanto
e non si vergogna di uscire fuori.
La signora si guarda allo specchio
e trova ancora un miserevole spazio
quando si spoglia dalla sua sottana
nel buio trema con la notte il caldo.
Il suo vestito non è fatto di paillettes
ma di scampoli che trova al mercato
fa collane con perle di ricordi
bracciali di nostalgia col passato.
La mia signora dimentica chi sono
povera illusa che rincorre i sogni
si presenta con la borsa di fantasia
ruba il mestiere al mago trasognato.
In vita una finta cintura di libertà
usa solo il mascara della natura
prati, mari sugli occhi a quantità
e dell'anonimo un po' ha paura.
Ha sfilato con garbo le giarrettiere
senza abbronzante va ora al mare
col monokini per farsi vedere
ha due tette da vera puttana.
©
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L'autore
Caterina Zappia
Caterina è nata a Parigi, fra il profumo di cioccolato amaro e la musica di Édith Piaf .Scrive poesie fin dalla sua tenera età. Scrive versi perchè sono loro a farla sentire viva ed amata, sono frammenti di se, di giorni passati, frammenti di sogni e di ricordi che si annidano nella sua anima. La tristezza, la solitu
Commenti (2)
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Giorgio Dello23 giugno 2011
La Signora è bella tosta! Una gran bella lirica, originale e non scontata, versi ben strutturati in ottima poesia "audace" e fantasiosa!"!
Giuseppe Monteleone24 giugno 2011
Una conclusione inaspettata rende eterne quelle tette così esposte al sole del Sud... (Ferruzzano?)


