Sentu comu parra 'a terra mia
Caterina è nata a Parigi, fra il profumo di cioccolato amaro e la musica di Édith Piaf .Scrive poesie fin dalla sua tenera età. Scrive versi perchè sono loro a farla sentire viva ed amata, sono frammenti di se, di giorni passati, frammenti di sogni e di ricordi che si annidano nella sua anima. La tristezza, la solitu
Commenti (7)
Bedda 'ssa poesia... t'aia diri ca mi piaciu... brava si...
Di solito non amo molto le poesie in dialetto, più per una questione di gusto personale, che per veri motivi legati al testo... Questi versi fanno una bellissima eccezione; il dialetto calabrese non è il mio ma da suddista convinto lo capisco e apprezzo le parole che suonano come un canto accorato per la propria terra... E' un testo davvero scorrevole, reso ancora più interessante proprio dal fatto che il dialetto lo rende più spontaneo; la parte finale penso la possa ben intendere in pieno solo che vive in certi luoghi con tante contraddizioni... purtroppo... i miei più sinceri complimenti!
Avrei voluto farti un commento in dialetto calabrese, ma (seppi scriviri sulu cavulati) perciò mi limito a dirti che mi hai commossa e meravigliata per la bravura. Un giorno verrò da te a scuola di dialetto... Un abbraccio calabrisella mia...
QUANDO si divulga tanto amore per il proprio suolo... il canto d'esso non ha lingue diverse o dialetti ma, tantissimo sentimento che coinvole l'anima...è bellissima... un capolavoro stupendo... APPREZZATA... MOLTO SENTITA E MOLTO BELLA... COMPLIMENTI
Posso solo dirti che capisco il dialetto calabrase abbastanza bene per poter asserire che questa tua poesia è un piccolo diamante da conservare ma affiggere nelle piazze della tua città, se non di tutta la Calabria Versi che sono un canto soave Applausi
Vedere la terra madre, come quella ci partorì alla luce, violentata, sudicia e malmessa, e saperla per di più indifesa fa male, e male tanto, immagino e so che cosa sia per un poeta, oltre che figlio amato e naturale. Il vernacolo suona un'altra luce come non può la lingua nazionale, ricco di suoni e ruvide cadenze, ma anche di sonorità dolcissime ed essenze che danno al verso un unico sapore. Sapore della macchia e dei ginepri, delle scogliere alte e del colore quando svanisce il sole ad occidente con la speranza per un altro giorno, e l'amarezza che nulla più si muove in quella fissità che tutto annienta. Rimane l'eco e il grido di dolore che sa levare il cuore del poeta, pezzu 'i cori, figlio di tanta madre benedetta!
Bella, bellissima Poesia. Uno scrosciante applauso alla tua bravura! Com. plimenti, piaciutissima!







