Il sonno di mio figlio
Lascia che il sonno venga
come tenere mani
che premano gli occhi
per chiudere la luce
e che ti sia leggero,
lontano dall'inquieto ansimare
della vita che conosco
e da quell'asciutto gorgo
in cui cammino
senza lasciar traccia.
Oltre la tua finestra,
nel disciolto chiarore
della sera che si spegne,
tra i rami degli alberi di tiglio
si parlano le foglie.
Presto sarà notte
e chiare ombre profonde
l'accompagneranno
là dove il buio si apre
contro aperti slarghi di stelle.
Chino sul tuo sonno
ti guardo,
guardo
il fanciullo che sei stato
e che ritrovo uomo.
La vita non ha indugi.
Se lo potessi, tuo vorrei
fosse anche il tempo che resta
nella mia estenuata clessidra.
©
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L'autore
Aledam
Ho volutamente cancellato precedenti notizie che non giudico più essenziali e che derivavano dal fatto che, sul Web, compaiono Aledam che non son io. Il mio ALEDAM non è che un acronimo tra il mio nome e cognome: ....ale Dam... Sono un milanese ora trapiantato a Monza Scrivo da sempre.
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