Sull'orlo del porto
E continuavano a parlarsi.
Ma per poi dirsi cosa?
"Avete una vaga idea
del tormento di essere
sempre e solo una di loro?",
pensava quella donna,
dalla propria voce confusa,
quasi fosse parte di quel marmo.
Soffia una strana luce,
aborto del servizio pubblico.
E le voci risuonavano identiche.
"Andremo sul ponte delle speranze
sciocche ed estive?", pensava
sconfitta quell'ombra, mi sfuggì.
E' la notte che ne incanta le trame;
di giorno è solo una strada.
Così conclusi guardando distratto,
che forse la bellezza è altrove.
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L'autore
luigi88
Sono voce e volto (purtroppo) di una follia in ascesa continua...il resto chi vorrà, potrà leggerlo, ma senza troppa cura.....
Commenti (3)
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Duilio Martino10 luglio 2011
L'autore, in modo geniale, lascia dubbi sulla identità di quell'ombra notturna e sfuggente... Chi sarà mai? Versi sapienti e ben strutturati Complimenti!
Aldo Bilato10 luglio 2011
poesia ai bordi... onirica e distratta, impressionista... dialogo- monologo tra percezione e realtà... molto apprezzata... cià*
In Venere veritas10 luglio 2011
che dolce narrazione... entri in una fase nuova e mi piace molto, sai?



